Fatti dalle sapienti mani degli artigiani “mastazzolari” di Soriano Calabro, piccolo centro della provincia di Vibo Valentia, i “mostaccioli di Soriano” sono particolari biscotti duri ottenuti semplicemente dall’impasto di farina, acqua e miele (in alcune particolari versioni, anche di mosto caldo), aventi forme svariatissime e decorati in modo colorato e vivace.
In ogni grande festa popolare che si celebra in Calabria, ancora oggi, sono ormai secoli, non mancano i "Mastazzolari" di Soriano Calabro, singolari venditori ambulanti che danno a questi eventi religiosi e popolari una particolare caratteristica di folclore e di religiosità. L'origine votiva e fortemente rituale di questi caratteristici dolci calabresi ha consolidato, nel corso dei secoli, profondi valori culturali. I Mostaccioli venivano e vengono ancora prodotti in artistiche raffigurazioni di forma barocca, come santi, fiori, donne, pesci, cavalli, ecc. e regalati, soprattutto, in occasione di ricorrenze amorose e religiose come simbolo del rispetto per la vita, la natura e la famiglia da parte del popolo contadino calabrese. Bellissimi esemplari di Mostaccioli di Soriano sono esposti presso il Museo del Folclore di Palmi (RC), in quello delle Arti e delle Tradizioni Popolari di Roma, alla Mostra dell'Artigianato Internazionale di Pittsburg (USA) e presso il Centro del Folclore della stessa Soriano Calabro. L'origine dei "Mostaccioli" si perde nella notte dei tempi, ma secondo Teocrito, nel XV idillio, quello detto delle "Siracusane", i mostaccioli vengono indicati come "ex voto" da offrire alle divinità per grazia ricevuta. I "Mostaccioli di Soriano" risalirebbero, addirittura, a tre secoli prima di Cristo.
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